15 giugno 2025
In questa calda domenica di giugno, mese dei pride, mi sorgono non poche domande che mi faccio da un bel po’ di tempo. Che ne è rimasto dei pride e della comunità di una volta, c è me le rivendicazioni politiche dal basso, l’autocritica e quel senso di “comunità” che serviva ad aiutare chi di sentiva senza una collocazione sociale?
Non lo so più. Forse stare troppo dentro ad alcune realtà mi ha un po’ allontanata, perché vedere le sfaccettature da più punti è controproducente. Però forse è giusto così, altrimenti si vivrebbe sempre nella bambagia, che oggi chiamiamo “comfort zone”. Troppa gente vive nella cofmrot zone, pur essendo parte di un movimento o un’insieme di soggettività che fa critica politica e sociale. Ma non basta mica! Serve anche tanta autocritica e serve affrontare quelli che sono i problemi interni, anziché farli diventare motivo di sfoggio e di “rivendicazione” insensati.
Penso ad alcune persone, che stanno smarrendo le proprie identità e vivono per inerzia, con sbalzi d’umore continui come gli sbalzi delle loro vite. Sospese tra il sopravvivere e lo stare bene.
A quelle persone che hanno perso (o forse non hanno avuto) il piacere e la serenità di sentirsi a proprio agio, senza essere invece ai margini, seppur meno di altre persone, ma sempre ai margini.
Sentendo che c’è qualcosa di sbagliato in loro e nella loro vita.
Che fine hanno fatto i significati di tutte quelle parole che si usavano una volta nei megafoni e ora da tempo anche sui social, per dire che “non sei solə” ?
Sento che invece di persone sole ce n’è molte e finiscono per affrontare la vita come possono. E vengono usate da un lato (quello che dovrebbe essere “buono”) per la performatività, e dall’altro usate per propaganda e porcherie varie.
Non tutte le persone hanno la forza per stare dentro le proprie vite (che può sembrare strano a leggerlo ma è più reale di quanto si pensi). E i problemi vanno ben oltre quelli che possono sembrare evidenti e pratici. Penso a quelle persone che oggi si sentono alla mercè del vento e mi dispiace.
Vorrei poter donare loro un po’ di forza, ma non è così semplice.
A volte manca anche a me e allora faccio “rifornimento” a tutte le risorse della mia storia per far fronte alla crisi. Oggi in questa domenica tranquilla, in cui sento di aver assolto un po’ di doveri e di aver compiuto le cose necessarie, penso anche che certi risvegli invece possano essere nelle tenebre, e mi piacerebbe poter portare un po’ di luce a chi ci si ritrova. Soprattutto ad alcune persone in particolare, che sono persone eccezionali ma che sono umane e come tali, ogni tanto cadono. In questi giorni, aver frequentato posti e persone con altre sfaccettature mi ha fatto molto bene. E quando penso alla chiusura nella comfort zone di una certa parte di comunità che pensa di aver preso “le redini” o che peggio, pensa di “curare” la comunità, mi viene una rabbia spontanea enorme. Mi chiedo quante persone tra loro siano in malafede e quante invece siano semplicemente illuse. Si studia, si scrive, si urla, di canta, si rivendica, ma poi ci si chiede se si davvero tutto ok? Anche questa sera probabilmente avrò bisogno di un po’ di scarico di stress con la mia compagna di pensieri e di piccole emozioni.

Foto della sottoscritta