26 aprile 2026
Nelle ultime settimane sono successe varie cose. Dal mio dispettoso oblò che ha deciso di farmi stare a casa qualche giorno, con tutte le conseguenze, alle giornate al cardiopalma, un po’ come questo weekend. Infatti è lunedì e sono stanchissima e sarà una settimana lunga.
Oltre a questa stanchezza, pochi giorni fa mi sono arrivate della carte a casa che aspettavo ma che forse non ero pronta a leggere. Carte che hanno scoperchiato tanta rabbia vecchia e nuova, carte che mi hanno ricordato come questo stato infame e ipocrita punisca chi non deve e non punisca chi invece fa e ha fatto del male. Ma bensì protegge anche chi lo fa.
Non vedevo l’ora che arrivasse il 25 aprile ma sapevo che sarebbe stata una giornata intensa anche tra corse varie e lavoro. Però l’ho passato tra amicizie e realtà sociali del mio quartiere e questo mi fa stare bene, anche se far coincidere lavoro e vita personale anche nei giorni di festa diventa davvero un doppio lavoro.
Sono un po’ ammaccata perché poche sere fa sono caduta, e quante bestemmie ho lanciato… (io bestemmio spesso) soprattutto a chi mi ha fatto cadere facendomi portare a casa un po’ di danni qua e là.
Con un amico abbiamo fatto delle belle riflessioni proprio sul corpo, su ciò che ci dà e che pretendiamo, corpo che diamo sempre per scontato ma che a volte porta preoccupazioni quando ci dà qualche segnale (soprattutto quando non hai più la gioventù dalla tua). Corpi che spesso diventano resistenti per forza di cose, anche se certe situazioni vorresti evitarle.
Ma tornando al 25 e ai giorni poco precedeni, ho passato una bella giornata tra corteo, spazi sociali e amicizie che mi hanno fatto sperare che l’unione fa la forza per resistere e che la rabbia può essere incanalata anziché su me stessa, su chi contribuisce a opprimerci e farci del male.
Alcune sere prima del 25 ho passato una serata carina nel mio quartiere, guardando un documentario sulle partigiane e mangiando ottimi panini veg.
Se avete un po’ di tempo per guardavi qualcosa, cercate su YouTube il cortometraggio “Bandite” di Alessia Proietti e Giuditta Pellegrini, dura solo 52 minuti ma è sicuramente molto interessante.
È un documentario su alcune partigiane e sull’importanza delle donne nella resistenza, spesso oscurata nei racconti della storia.
E non abbiate paura della vostra rabbia, ma incanalatela bene, soprattutto, non contro di voi, ma contro chi vi fa male e vi opprime!
Locandina del film durante la proiezione

Foto per i digossini che si segnano cosa facciamo e dove andiamo
Ps
fasci appesi! sempre! 🙃
