diario di Silvia Bianca
Una disagiata dal futuro incerto
Stelle e Divine

18 maggio 2026

Avvertenza : 

Questo post è più lungo del solito! 

Eccomi qua, sopravvissuta al weekend 15-17 maggio, un weekend che per varie questioni era troppo pieno e che prima ancora di arrivarci non vedevo l’ora di passarlo già solo per il pensiero di quanta energia avrebbe richiesto. Ma alla fine sono qua, felice di averlo passato, che sia andato tutto bene e di essere riuscita a fare tutto, anche ciò che mi sembrava improbabile riuscire far stare dentro.

Di questo massiccio weekend voglio parlare solo della parte più bella e positiva, il mio adorato Divine queer film festival.

Il festival che preferisco dell’anno e che ogni anno aspetto con enorme piacere. Quest’anno il DQFF compiva dieci anni e per me era la quinta edizione consecutiva a cui non mancavo.

Già dal tardo pomeriggio del venerdì, prima di andare alla serata di apertura ero in evidente stato depressivo del mio umore (con buona pace delle “maestre del linguaggio” di instagram).

Era stata una giornata fredda, piovosa, stressante, con tanti pensieri, idem giovedì, ma arrivare in via Baltea, un luogo che io e i miei amici amiamo perché è casa, è quartiere, è convivialità, ha riacceso la scintilla del buon umore e ha riattivato tutti i circuiti positivi.

Come è già accaduto le altre volte, questo festival mi fa fare pace con quella parte di “comunità” con cui gran parte dell’anno ci si ignora o si litiga o con cui non si condividono posizioni. Certo, non con tutte le persone eh, c’è sempre qualche eccezione con cui da bravə torinesi ci si ignora pur essendo una di fronte all’altra, ma questa è una storia tutta Torinese e le riserverò due righe alla fine. Rivedere alcune persone mi fa un grande piacere, forse è vera la storia che se alcune persone le vedi poco, quelle poche volte le apprezzi di più. Fatto sta che tra una corsa e un’altra, tra impegni e festival (ogni tanto ci sta un po’ di privilegio nel vivere vicino a dove si tengono gli eventi) mi sono goduta anche questo festival. Presenze, chiacchiere, incontri rari, risate, cenette, condivisioni e qualche emozione per i corti e i film. Anche quest’anno ho salutato persone che mi hanno riconosciuta che io però non ho riconosciuto (non ce la posso fare) e questo fa parte del meccanismo del mio allontanamento dai social. Ho appurato ulteriormente che per certe persone vedermi era la conferma che fossi ancora viva e per altre era un piacere perché non avevano più mie notizie, e io non ne avevo di loro. Le risate e le prese in giro con i miei amici di Barriera, perché siamo un po’ perfide e ci piace anche avere qualcosa di cui sparlare e in questi casi, c’è sempre qualcosa o qualcunə di cui sparlare, soprattutto quando ti sorbisci documentari totalmente auto celebrativi o quando vedi proiezioni disturbanti che qualcunə giudica “di grande raffinatezza”. Noi invece pensiamo a quanto sarebbe bello poter tirare dei vaffa materilizzati, tipo quando si tira il riso ai matrimoni. E poi domenica mattina tra sveglia presto, coma e corse andate a buon fine, ma soprattutto le attività per creaturine con l’associazione di cui faccio parte e i cortometraggi che sono stati un cerotto alla terribile (ma che qualcunə dice necessaria) proiezione della sera prima. Insomma, anche quest’anno il Divine mi ha regalato emozioni, incontri, riflessioni, pensieri, chiacchiere, cenette buone, riavvicinamento (solo momentaneo) e risate. Risate belle e risate amare, perché a parte le risate belle ci sono anche quelle amare o ironicamente di critica. Questo weekend sono anche riuscita a portare a termine tutte le cose in lista, quelle maledette liste lunghe che mi fanno vivere con ansia le giornate prima ancora di arrivarci, ma poterle spuntare tutte mi fa stare bene e mi fa capire di avere il privilegio di aver potuto fare tane cose e di sentirmi maledettamente viva. Perché questo weekend mi ha dato queste sensazioni.

Sono stanca morta? Si. Non ho dormito un cazzo? Si. Ho bestemmiato varie volte, soprattutto a serata inoltrata o al mattino presto? Si. Ne è valsa la pena? Assolutamente sì.

Ho pensato anche a quanto io sia cambiata e a quanto io riesca ad apprezzare di più certi ragionamenti, certe posizioni rispetto a prima, anche se a volte rimangono dei contrasti in me, ma ho sicuramente molto più apprezzamento verso persone che non sapevo inquadrare e meno di persone che sopravvalutavo.

Ho pensato che certe storie invece sono così come sono, come le vediamo e percepiamo. Alcune entità, quelle molto istituzionali, hanno fatto sicuramente furore in certi anni, sono state un supporto, anche per me in certi frangenti, ma poi si sono perse tra interessi politici, economici, di carriera, di potere e di egocentrismo. Ma certi posti no, e il Divine e via Baltea sono di quelli. Luoghi ed eventi che ritengo ancora puri e che amo proprio per quello, perché non sono intaccati da certe questioni, a differenza di chi invece, va al timone di realtà che potrebbero avere tanto potenziale e invece si perdono tra presunzione, interessi, egocentrismo e torinesità tipica. 

Quella torinesità che porta la gente a stento a salutarsi (o non farlo proprio) a non fare due chiacchiere per socializzare un po’ e magari a imparare ad essere più accoglienti nella vita reale e non solo a parole sui social, soprattutto se gestisci luoghi che dovrebbero essere “casa”. 

Tra chi si filma allo specchio, se la canta e se la suona e chi diventa la “nuova guida” ma non ha le virtù per farlo, alcune realtà sono destinate a essere solo apparenza, nonostante il furore del passato. Altre, sono esempi di vera comunità, dove sai che il tuo cuore da li dentro potrà uscire più felice. E adesso che la settimana è già ricominciata, non vedo l’ora che arrivi il prossimo weekend per potermi fermare, trovare il tempo di dormire un pizzico di più al mattino e prendere la bici per godermi momenti di riflessione solo con il rumore della trasmissione e delle ruote sul terreno. 

Grazie a tutte le persone (quelle belle d’animo) che hanno risollevato questa stella che ogni tanto viene offuscata. 

Abbiamo brillato insieme, con chi di più, con chi per poco, ma l’importante è stato brillare ✨ 

Qui sotto foto, momenti e rinforzamenti 

Venerdì sera, io e Porpora ✨

 

Momenti d’apertura

Grazie Sandeh!  

Perché porti noi stelle favolose in alto al Divine ✨ 

Comments are closed.