diario di Silvia Bianca
Una disagiata dal futuro incerto
Pensieri di una cancerina
Categories: Giorni così

23 giugno 2025

Oggi è un lunedì particolare.

È il mio compleanno, è una giornata piena e sono reduce da un weekend tra lavoro stressante e tante cose da fare. Non mi sono riposata per niente e avverto molta stanchezza ma sono abituata a essere sempre piena di cose da fare altrimenti mi deprimo tantissimo e quando succede, insomma, non è il massimo. Nonostante tutto ho passato un week carino, ho visto uno spettacolo interessante sabato sera e oggi ho fatto qualche strappo alla regola visto che non festeggio. Mi sono meritata una colazione decente e un po’ di pizza a pranzo. C’è però un po’ di amaro in bocca per due questioni.

Una riguarda questo sabato sera, che dopo una giornata al limite, stancante e dopo essermi finalmente rilassata con uno spettacolo molto carino a teatro con un amico, il mio rientro a casa è stato rovinato sia da questioni di lavoro/casa, sia da questioni diciamo “farmacologiche”. Per sabato ormai non posso farci nulla. Il tempo passa, a volte lentamente, così come gli errori che devo ancora imparare a gestire. Errori che vorrei non compromettessero la mia salute mentale, perché è ciò che ci si trascina poi per giorni e giorni. A volte penso di essere stata così brava a risolvere certe questioni difficili nella vita, che non capisco come io faccia difficoltà a non gestirne bene altre che potrebbero essere più semplici. Ma ce la metterò tutta per imparare a farlo. 

Tornando sulla questione di oggi invece, mi aspettavo da una persona in particolare un po’ più di attenzione. Una persona che aiuto e sostengo costantemente, che dice tante cose, a volte forse troppe, poi si dimentica di oggi. La stessa persona che solo un paio di settimane fa piangeva al telefono e mi diceva che se non avesse sposato blablabla… sarebbe stato bello avermi accanto. Ahhh… Sono sempre molto “magnanimi” gli uomini quando devono spararti queste cazzate, per poi non riuscire ad uscire dal loro egocentrismo e saperti anche solo dire “buon compleanno”. O magari ascoltare concretamente quello che hai da dire, anziché essere solo ascoltati. Non è il primo e non sarà l’ultimo forse. Chissà perché a pensare a loro riusciamo sempre a farlo, ma loro a parte se stessi, raramente pensano al mondo che li circonda. Il lato positivo di tutto ciò è che comprendo sempre di più i punti di vista di alcune donne che hanno imparato prima di molte altre a stare bene da sole, perché di cose da fare e a cui pensare ce ne sono tante, e perdere energie per qualche briciola d’affetto non ne vale la pena. Per sognare ci sono sempre i libri che bastano e avanzano. Oggi torno a casa con una buona bottiglia d’olio extra vergine e una bella 

t-shirt come piace a me. E speriamo che stasera nessuno cammini sui miei capelli (questa può sembrare strana ma è vera) che nessuno mi faccia lavare cose a mezzanotte e che riesca a dormire un po’ di più o magari un po’ meglio e senza sensi di colpa dovuti ai maledetti effetti della chimica industriale che, come diceva Mark Renton, mi rendono una “tossica socialmente accettabile”.

E per oggi, dalla mente contorta di una fiera cancerina è tutto!

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