08.11.2025
Libri, pensieri, lavoro e tanto altro
11 agosto 2025
Agosto è sempre stato un mese particolare per me. Lo chiamo da alcun anni “tour de force” per via dell’elevato sovraccarico lavorativo, ma in realtà è anche tante altre cose. Tante letture più del solito perché riesco anche a leggere un po’ di libri a lavoro, tante chiacchiere con una collega e non solo, tante riflessioni, tanta stanchezza e voglia di vacanze (che anche quest’anno salteranno). In questi ultimi giorni ho letto due libri molto belli che consiglio. “Diario da Gaza di Wi’am Qudaib” e “Arabə e queer a cura Elias Jahshan” con storie di varie persone. Sto facendo tante corse tra lavoro e ospedale a causa del ricovero di mia madre, recuperato tante chiacchiere con persone varie come non facevo da tempo, fatto cose a fine giornata nonostante la stanchezza e perché no, anche una dedica ad una foto di due anni e mezzo fa. In realtà non è una dedica ma un meme (adoro farli per me stessa come valvola di sfogo). Una foto scattata a teatro con un ex, con cui festeggiai un “completos” (un giorno spiegherò cos’è il completos). Ero molto diversa due anni e mezzo fa e non lo avrei mai detto che sarei cambiata così tanto. Negli anni passati ad agosto auto ironizzavo con dei meme su di me, sul fatto agosto era il mese del disagio, perché è spesso stato il mese dove il picco di disagio che era in me usciva fuori totalmente, anche negli anni passati. Per qualche anno la mia psicologa mi ha fatto fare una seduta online a metà agosto per assicurarsi che io stessi bene (si puo sorridere tranquillamente, non mi offendo). Quest’anno ci siamo salutate per le vacanze la scorsa settimana e ci rivedremo a settembre. Wow che progresso!! Ieri sera mentre ero in preda ad un po’ di euforia, portata sia dalle “amichette del sonno” sia dalla troppa attività giornaliera, ho pensato di scherzare con una dedica a questa foto di cui parlavo. Perché? Perché da qualche settimana gira una hit dance che riprende una frase di un pezzo virale di qualche anno fa che girava su Instagram. La frase è in spagnolo, ed un pezzo di questa frase, la parte finale, ha la stessa identica voce di lui. Lui che è con me nella foto e che ha fatto parte della mia vita per un bel po’ di tempo, con forti alti e bassi e tanti ricordi belli ma anche brutti. Da novembre dell’anno scorso, dopo l’ennesimo evento negativo che ha fatto traboccare il vaso, ho deciso di tagliare i ponti con lui. Non è stato facile, per niente, ma alla fine ci sono riuscita, nonostante i suoi diversi tentativi di riavvicinamento.
Nonostante questo agosto sia davvero tosto per tanti motivi, mi ha dato la carica per scherzare su quella foto e quella hit, che ha la sua identica voce, quindi mi fa provare un brivido quando la sento e che ha pure il suo stesso modo di pensare. Una frase ironica che nasconde un problema. Del resto, ero un po’ così anche io e lui non mi aiutava di sicuro, ma ora ci posso scherzare su e questo è molto bello. Credo che sia positivo poter ridere di alcuni periodi di vita o momenti che fino ad un po’ di tempo fa, se li rivedevo provavo malinconia e un po’ di malessere. Sono solo all’11 agosto e come tutti gli anni non vedo l’ora che arrivi settembre. Ma alla fine sto prendendo spunto anche da tutto ciò che sto vivendo. Le tante cose di cui mi sono fatta carico e che sono cambiate, le tante sfide che sto portando avanti piuttosto bene, le chiacchiere ritrovate e le letture belle, come due anni fa, che mi avevano emozionata durante un mese difficile. Forse deve migliorare la mia paura dei blackout di corrente e qualche altra piccola ansia su cui si può migliorare, ma tutto sommato, anche questo tour de force crollerà. Come i palazzi che crollano durante il finale di “Fight Club” con il sottofondo di Where Is My Mind? dei Pixies. Quest’ultimo riferimento non è casuale ma ha dei motivi precisi. Probabilmente a settembre avrò altre sfide e tante cose che saranno cambiate, non lo so ancora, magari rimpiangerò questo agosto del 2025. Intanto vivo il presente, con desiderio e aspettative senza pensare troppo al domani. Mi sento forte e in vena di ironia e questa è una cosa buona.
