diario di Silvia Bianca
Una disagiata dal futuro incerto
Sorellanza mainstream
Categories: Politica

4 settembre 2025

Stamattina leggevo su substack un post di Simone Alliva che riportava un pezzo di intervista della avvocata Annamaria Bernardini de Pace. L’intervista, riguardava il caso delle violazioni avvenute nel gruppo facebook “mia moglie” e un’altra vicenda diceva simile e diceva:

<sono sconcertata – ha chiarito la legale – perché le donne non hanno capito che in questa condizione deve vincere la sorellanza e invece vince la violenza su queste donne e vincono quei 32mila uomini che le hanno mercificate>.

Io quando leggo queste parole paternaliste rimango sempre basita. Soprattutto perché è sempre facile dire alle altre persone di denunciare, parlare di sorellanza ecc, quando poi nella realtà si rimane sole. Sole con i propri problemi, con eventuali ex mariti, compagni, familiari, con i problemi economici e con la solitudine chr spesso si crea in questa situazioni.

Sole con le questure che ti trattano senza alcun rispetto, mettendoti sul piano di una persona che sta facendo qualcosa di sbagliato e facendoti sentire sbagliata. Sola nelle spese legali, negli scontri in tribunale che diventano atti di violenza psicologica nei confronti delle vittime. Mi chiedo come ancora oggi una avvocata possa sminuire così le decisioni di alcune di non voler denunciare, a maggior ragione visto che dovrebbe conoscere bene le modalità che ci sono dietro le raccolte delle denuncia, le deposizioni e la solitudine che provano le vittime.

Sono una di quelle persone che molto tempo fa ha denunciato e affrontato tutta la tempesta che è seguita, e spesso, penso che il costo psicologico, di energie, economico e di molte altre cose, non sia valso la pena. Non per come sono impostate ancora oggi giustizia e istituzioni nel nostro paese. Sicuramente non dico che non si debba farlo, ma mi fa sempre provare molta rabbia leggere della solita persona più o meno famosa di turno, che blatera sulla questione dell’importanza della denuncia, buttandoci pure nel mezzo “la sorellanza”, che in questi casi spesso e volentieri, non esiste o comunque è poca e fragile per molteplici motivi.

È sempre facile dire alle altre persone cosa devono fare quando si hanno privilegi economico sociali. Quante volte ancora si dovranno leggere queste affermazioni dette con una leggerezza sconcertante?

Colpevolizzare chi per paura o per difficoltà varie non ha voluto esporsi non è fare sorellanza.

Spero che nella sorellanza della avvocata Bernardini de Pace ci sia anche quella di tenere in conto le difficoltà economiche delle donne che necessitano di assistenza legale.

Di “sorellanza mainstream” ne abbiamo già abbastanza tra social, tv ecc. Cosa rimane poi nella pratica da parte di chi nelle istituzioni o tra le figure istituzionali mette in luce solo la punta dell’iceberg e non aiuta a far emergere tutto ciò che è sommerso? 

Una frase che è sempre stata molto ipocrita, perché sappiamo benissimo che non è così. 

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