diario di Silvia Bianca
Una disagiata dal futuro incerto
Troppo magra, troppo…
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11 settembre 2025

Nei miei 41 anni di vita ho avuto vari alti e bassi col peso. Molto sotto peso per molti anni, poi ho avuto un periodo di alcuni anni in obesità, poi di nuovo sotto peso, poi un paio di anni fa ho ripreso una forma in sovrappeso e ora, sperando di aver trovato il mio equilibrio, sono tornata un filo al di sotto del mio normopeso. C’è sempre chi si è sentitə in dovere di giudicare il mio peso, che fossi troppo magra o troppo “grossa”, ma soprattutto la prima. Ci sono anche stati periodi di forte bullismo. A scuola, per via della mia magrezza e della mia pelle poco chiara, più tendente al creola soprattutto per oltre metà dell’anno, mi sono sentita definire in modi che non voglio riportare per rispetto di determinate popolazioni e persone. Tutto questo alla faccia di chi da qualche parte (quel qualche parte è quell’insano mondo che si chiama Instagram da cui sono felicemente lontana da gennaio) scriveva post senza logica su chi subisce o meno body shaming e o possa soffrire di dca.

I social come Instagram hanno dato popolarità a troppe persone che spesso scrivono (scusate il francesismo) cazzate colossali a cui la gente mette like e prendere per buono senza nemmeno informarsi o conoscere bene l’argomento. La body positivity e gli argomenti su body shaming e dca sono tra i tanti argomenti molto in voga da diversi anni, soprattutto tra “pseudo attivistə” che i social hanno sdoganato nel bene e nel male. Ogni volta che ho preso peso e poi sono dimagrita, ho dovuto sentirmi dire per mesi e mesi frasi come <ora basta><sei troppo magra><devi mangiare><si ma ora mangia><ma stai bene??><sei sciupata> e potrei andare avanti per svariate righe. La maggior parte delle volte, anzi direi il 99% delle volte sono sempre state donne a farlo, purtroppo lo devo sottolineare. Perché se da parte degli uomini, come persona trans-fem, subisco da loro il 99% di una serie di comportamenti, dall’altro lato questo tipo di comportamenti li subisco al 99% da donne. L’unico periodo in cui li subivo anche dal lato maschile è statoai tempi delle scuole superiori. Mi sono sempre chiesta quante di loro abbiano sofferto i giudizi altrui sui loro corpi (credo molte se non tutte) e per quale motivo non abbiano mai imparato nulla da queste esperienze. Ignoranza? Ingenuità? O anche in questo caso è colpa della società e dei media? Che sia chiaro, i media hanno una pesante colpa, ma ricordiamoci che parliamo sempre di persone adulte, non di ragazzine, e che hanno avuto modo di maturare e riflettere, di informarsi e di fare esperienza. Allora fino a che punto si può incolpare “la società e i media” della propria tossicità? Fino a che punto si ha la scusante che “la società ti vuole così e quindi è insisto nelle donne fare così” ? Io non credo più a questa scusante. Agli uomini non ho mai dato il beneficio del dubbio sulla loro violenza, sulla cattiveria e sulla loro omotransfobia, anche se negli ultimi anni ho ascoltato (sebbene non condiviso) il parere di chi “assolve” in parte questo comportamento maschile con la loro paura nell’accettare qualcosa di sé che temono. Appunto orientamento, pratiche sessuali e identità non accettate.

Ma alle donne il beneficio del dubbio l’ho sempre dato e ultimamente sono un po’ stanca di darlo. Molte di coloro che mi dicono queste cose sono persone che molto probabilmente hanno avuto già esperienze simili su loro stesse. E allora mi chiedo, perché continuare? Capita poi che alcune di queste hanno figlie con problematiche varie, tra cui il rapporto fisico e materno. Strano? Tra queste ovviamente non può non figurare anche mia madre. Mia madre è stata spesso pesantemente giudicante non solo su conoscenti ma anche di continuo sulle persone che vede in tv o per strada senza rendersi conto che quello che dice può essere pesante per chi lo ascolta. Tipo io o altre persone vicine, amiche ecc. Una delle sue figlie, ha preso la stessa abitudine, senza risparmiare figlie di “amiche” o parenti. Ricordo ancora con molto, davvero molto fastidio, i post di alcune “protagoniste” dei social su questi temi, fare post sui dca e sul body shaming molto escludenti, scritti da persone che non sono abituate al confronto e ad informarsi meglio sui temi che trattano, oltre a non vedere oltre il proprio naso. Generalizzando dei temi molto importanti e che meritano più approfondimento e su cui bisogna fare attenzione al messaggio finale che si manda alle persone. Soprattutto se a leggere ci sono persone di vario tipo, età e non sempre con la giusta informazione alle spalle. In questo periodo quindi è tornata questa pratica di svariate persone a dirmi queste frasi. Solo ieri sera è avvenuto sul pianerottolo di casa, dopo essermelo sentito dire già due volte in giornata e anche il giorno prima. Senza contare che spesso sto a contatto molte ore con persone che si lasciano andare spesso a giudizi grassofobici molto pesanti su amiche e conoscenti di ogni genere. È inutile dire quanto possano essere dannosi e tossici questi giudizi, queste frasi, che siano inconsapevoli o no lo siano affatto. Possono creare un mucchio di meccanismi e chi non ha ancora abbastanza esperienza per gestirli rischia di farsi del male. Si potrà mai essere liberə dagli stereotipi e dai giudizi se non ci interessa nemmeno uscire dalla gabbia di quegli stessi giudizi che ci hanno fatto male? E le scusanti delle retoriche psicologiche delle cose subite dopo un po’ fanno acqua. Così come a volte fanno acqua le scusanti degli effetti di una cultura patriarcale sulle affermazioni e azioni di alcune donne, anche giovani, che fanno parte di una generazione giovane (o ancora giovane) che hanno avuto gli strumenti e le esperienze per non voler tornare indietro su diritti acquisiti in passato con grande difficoltà e non sempre rispettati, credendo in politiche che vanno contro di loro. Forse è vero che la memoria storica quando viene a mancare fa questi danni? O forse crescere senza dover lottare e nelle proprie comfort zone porta a dare per scontato ciò che si ha finché non ti viene tolto? O finché il tuo corpo non cambia per qualche motivo e scopri che c’è un mondo fatto di persone e sentimenti davanti ai tuoi occhi? Chissà se un giorno si riderà di questi comportamenti e di ciò che è stato il pensiero e comportamento umano fino ad ora (e negli anni avvenire). Non solo su questi temi ma in generale. Sicuramente non ci sarò più, ma spero sempre nei piccoli passi, che dovrebbero essere fatti proprio dalle persone, nel mondo reale però, non solo virtuale.

Ps

Per questo post ho scelto una foto di Robert Downey Jr che è diventata un meme famosissimo ed è la faccia che mi viene in mente ogni volta che sento dirmi una di quelle frasi o quelle inerenti il lavoro.

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