diario di Silvia Bianca
Una disagiata dal futuro incerto
Stress, mantra, pittura e…
Categories: Giorni così

11 settembre 2025

… e tante cose.

È un po’ che non scrivo e il motivo è semplice. Sono successe molte cose, positive e negative, stressanti, belle, insomma un po’ di tutto. Inutile dire che il troppo lavoro e i troppi impegni mi hanno appunto assorbita troppo per poi finire che gli unici due giorni realmente di ferie in queste ultime tre settimane, li ho passati a casa con la febbre. Vabbè, sorvoliamo. L’ultimo post era dedicato dall’euforia, peccato che sia durata mezza giornata, perché poi tra una cosa e l’altra, c’è stato uno scontro con una realtà che già conoscevo ma che speravo fosse meno “grave”. Un preventivo troppo alto. Ma probabilmente per me qualunque preventivo sarebbe troppo alto di sti tempi. Ma, come mi sono divertita a scrivere in una vignetta autoironica, ho usato il 100% del mio basso q.i. (si ho un q.i. basso ma cerco di sfruttarlo bene) e ho cercato una “alternativa” a questo preventivo impossibile. Ma forse è meglio che io sorvoli, perché non credo che il pubblico sia pronto a leggere certe cose. 

Però posso dire che a volte certi acquisti possono sopperire ad alcune mancanze, ovviamente entro certi limiti. Nel frattempo, quest’anno per non spendere troppo per i pensieri di natale, ho voluto sperimentare qualcosa di nuovo e che volevo fare da tanto, ossia piccole creazioni pitturate da me. Infatti, uno di quei giorni passati a casa con la febbre, l’ho sfruttato per pitturare e divertirmi un po’, nonostante il malessere fisico che non mi ha fatto godere appieno del momento e poi per riaprire vecchie volontà. Usare i colori e tornare bambina per un pomeriggio. E così ho fatto. I primi esperimenti sono ovviamente un po’ così, ma migliorerò. Sarà un motivo per fare qualcosa di nuovo e perché no, magari scoprire di poter investire in modo diverso e migliore il tempo, quando è libero. 

In questi giorni ho anche dovuto aggiungere una specie di mantra alla mia lista quotidiana, dove c’è già la lista “ricorda che”. 

Un mantra nato da un momento no, dove ho dovuto isolarmi per un po’ e per scaricare rabbia e frustrazione dovuti a vari eventi stressanti che si sono accavallati. 

E poi, come di tanto in tanto capita, la solita crisi del lavoro. 

Vuoi per il gelo, vuoi per la clientela, vuoi per le troppe ore e per altri motivi, ogni tanto arrivano queste crisi passeggere (si spera) che mi fanno odiare tutto e mi fanno venire voglia di mollare. Poi rientrano, nel bene e nel male. Poi un’altra cosa che sto malsopportando di questo periodo sono i problemi fisici che mi sta dando questo inverno, peggiori rispetto ad altri anni. 

Mani e capelli stanno patendo più del solito e la cosa mi infastidisce molto. E poi ieri sera, mentre intravedevo per pochi secondi la tv, mi sono soffermata ad ascoltare un tizio, intervistato nel programma di Geppi Cucciari, che “sfatava” il mito per cui il teatro non sarebbe alla portata di tuttə ma bensì lo sarebbe e anzi, che fossero anche giusti i prezzi cari. Quando classismo e ignoranza finiscono in tv (cioè il 99% delle volte) si confermano tesi fuorvianti e senza contraddittorio. 

Non è l’unica stronzata che ho sentito negli ultimi giorni, ne ho sentite anche decisamente peggiori, su medicina e hiv, tutte dette da un famoso medico in soli dieci minuti, parlando di aids e anni ’80 in maniera tossica. Ma mi soffermo a quella precedente, visto che sono una a cui piace il teatro ma per ragioni appunto economiche, di rado posso andarci per vedere ciò che mi piace. Sia chiaro che, se il fenomeno intervistato, intendesse “andarci pur di poter vedere qualcosa” beh allora, grazie al cazzo che ci sono i biglietti a dieci euro! Ma se intendiamo andarci e poter accedere a spettacoli in maniera più ampia, così come la scelta del teatro, allora è tutto un altro paio di maniche. Ma ci sarà sempre un idiota privilegiato che dirà che non è così. E vabe, per oggi basta. Mi aspetta un rientro intenso, davvero carico e una serata che finirà tardi. Spero di poter postare più avanti qualche mio “lavoretto” venuto decentemente. Per ora, è ancora prematuro farlo 🙂 

foto dei miei primi acquisti

(oggi la famiglia dei colori si è allargata tantissimo anche grazie ai regali degli amici) 

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