24 dicembre 2025
Devo dire che ultimamente sto bene e questo è un bene. Sì, come sempre, sono oberata di cose da fare, ma tutto sommato sta andando bene (e ho un po’ paura a dirlo). Mi sento un po’ ammaccata perché l’età, unita al lavoro, al freddo e alla pioggia non aiutano, ma mi sento in forma sotto altri punti di vista. Però voglio usare questo spazio e questo post per dire anche qualcosa di più serio rispetto a quelle che sono state le mie ultime vicissitudini. A parte essermi rilanciata in piccole creazioni artistiche, con cui tedio anche le mie amicizie, ho una profonda rabbia per ciò che succede nella mia città. Parlo di Askatasuna (su cui dirò poco per il momento l’esubero di narrazione) e di quanto facciano schifo media e fdo, nelle azioni e nelle narrazioni false.
Io ero là, e se c’è una cosa che non è mai cambiata è la narrazione falsa e la volontà di reprimere tutto ciò che è sociale e che è fuori dal controllo istituzionale-fascista. Spero che la mia città continui a rispondere come ha già fatto. Perché a differenza di altre città blasonate, siamo una città viva e quando vuole, anche unita. Nonostante poi non ci si saluti per strada quando ci si incontra fuori dagli spazi, ma quella è una storia tutta torinese. E per il momento mi fermo qua, poi più avanti magari farò un approfondimento. Questo periodo mi sta facendo fiorire emozioni di vario tipo. La voglia di dare libero sfogo alla mia creatività, la voglia di rabbia, di rivendicazione e la voglia di fare, nonostante ogni tanto qualche momento di angoscia si ripresenti, ma lo si tiene a bada.
Quest’anno sono arrivata al 24 dicembre pomeriggio senza odiare profondamente il natale, o almeno, non più degli anni scorsi. Io sono una molto grinch e questo è un periodo che detesto e tollero molto poco. Ma fortunatamente ho tante cose a cui pensare e molte di queste sono positive. Non ho ancora scritto i buoni propositi sul mio diario e forse questa volta non lo farò, o forse si, chi lo sa. Devo sempre iniziare quel corso che metto sempre da parte e ogni volta ne aggiungo altri. Pensare alle cose che vorrei fare è sempre un buon segno per me. Vivere alla giornata è sicuramente meglio che vivere pensando a cosa succederà dopo domani.
Come hanno già scritto e detto varie persone (perché non voglio fare appropriazione di citazioni altrui) “meglio vivere sognando che sognando di vivere”. E sono d’accordo. Poi chiaro che molte cose continuerò a sognarle, ma questo periodo mi sta facendo vivere sognando. Un po’ come tornare indietro di qualche anno, quando nelle mie tante incertezze di vita, mettevo su All Night e mettevo in pratica i sogni, ma oggi c’è decisamente tanta energia in più e più consapevolezza rispetto ad allora.
Foto della sottoscritta con amica scattata da un amico : )
