03.26.2026
Settembre
26 marzo 2026
Forse l’ho già scritto in qualche altro post, ma in ogni caso lo riconfermo, settembre non mi delude mai. Per vari motivi, nella mia vita settembre ha sempre portato e avuto dei profondi passaggi e significati importanti. Ieri ho scoperto (con un po’ di ritardo) che settembre si è portato via un essere infame che appestava ulteriormente questo pianeta.
Che dire, grazie settembre! E non vuoi che ieri pomeriggio, mentre facevo il mio giro di rientro di lavoro, in radio ad un certo punto trasmettono september dei earth, wind & fire? Inutile dire che io abbia alzato il volume e l’abbia cantata! Era ovvio che l’avrei fatto e ho goduto. Calzava a pennello.
Ho passato alcune ore del pomeriggio con un po’ di malumore perché questa notizia, scoperta a seguito di una piccola indagine per questioni burocratiche che stavo facendo, è arrivata così e mi ha lasciata spiazzata. Lascia un enorme conflitto irrisolto e probabilmente irrisolvibile, almeno dal punto di vista pragmatico, ma forse elaborabile dal punto di vista interiore. Sarà un lavoro lungo ma forse ora sono più pronta a farlo rispetto ad un po’ di tempo fa.
Settembre si è portato via una macchia incresciosa del mondo, una delle tante, un essere vile che ha vissuto fin troppo. Sono sopravvissuta a lui e non ci posso credere. Credevo che non sarebbe successo e invece si. Su quattro siamo sopravvissute in tre.
Ma la realtà è che dovrei dire che su cinque siamo sopravvissute in tre. E probabilmente non so chi o quante siano le persone sopravvissute. Io però ci sono. Mi è stato anche fatto il torto di buttare via la carta stampata che mi apparteneva riguardava tutto ciò. Dovrò rimediare, sempre io, ancora una volta, espondendomi, ma lo farò. Ho capito che ciò che ho vissuto io non sarà mai capito da chi in teoria avrebbe dovuto essere al mio fianco e proteggermi. Ne è la prova il mio dialogo di ieri con la persona con cui ho condiviso la notizia. Ora però una parte di me trova la soddisfazione e la pace di sapere che la spazzatura è stata portata via. A volte lascia delle chiazze e dei residui negli angoli. Ma il sacco è stato rimosso, fisicamente. La vita ha solamente fatto il suo corso. Certo, se lo avesse fatto molto prima sarebbe stato meglio, ma sarebbe un discorso di utopia. I miei sogni sono come settembre, anche loro mi trasmettono molto e come mi ha detto più volte una persona saggia, dovrei imparare a leggerli e a dargli io significati anziché basarmi su altro.
Le onde alte che ho sognato stanotte e che non temevo assolutamente, sono un sogno che posso definire un sipario che si chiude. Onde che si portano via con forza un attore maligno, senza essere temute da chi invece è parte di quelle onde.
Come un cancro asportato.
La mia forza è stata la sua rovina.
Il 1999 è stato il mio big bang ed è stato l’inizio della sua fine, anche se ci è voluto molto per una fine concreta. Settembre ancora una volta ha portato i suoi frutti e ne ha anche portati via di marci.
E io gli sono sopravvissuta.
Grazie settembre!
1999 Praise You
