Sono davvero tempi duri quelli che stiamo vivendo, soprattutto a livello politico.
La repressione e il soffocamento del dissenso, l’uso di sistemi avanzati per il tracciamento, di strumentalizzazione politica per fini di controllo e di repressione, decreti pensati ad hoc, sono ormai degenerati totalmente e credo che la cosa peggiore sia che molte persone, si siano assuefatte a questo sistema di vita.
Si pensa al benessere puramente individuale, alla sopravvivenza e si fa leva sulla paura di finire male. I media, più che mai, ribaltano le narrazioni e sono controllati da chi vuole una narrazione falsa e che faccia travisare totalmente il punto di vista a quella enorme fetta di popolazione che si fa poche domande, che ha perso la concentrazione e che si basa solo sul proprio vissuto e conoscenza nel senso più ristretto, debole nel non farsi plagiare dal piatto caldo avvelenato da mettere in pancia.
Forse è ciclico, forse la storia ciclicamente si ripete o forse sono “solo” intenzioni estremamente violente di pochi oligarchi e tra gli esseri umani ci sarà sempre chi vuole prevaricarne altri, ma andiamo sempre più incontro a situazioni (userò un termine abusato) Orwelliane. L’Italia è uno dei laboratori d’Europa della repressione e Torino una dei laboratori d’Italia.
Ma nel malessere e nella preoccupazione di cosa ci aseptta, c’è una cosa che forse da incoraggiamento a me e a chi come me non accetta che uno stato che già non dovrebbe esserci, si interponga nella vita delle persone, figurarsi uno stato fascista. Del resto, questo paese è sempre stato di inclinazione fascista, che i governi fossero di “sinistra” o di destra. Tornando a quel qualcosa, l’incoraggiamento di cui parlo ma soprattutto in cui spero è quello della lotta. Se la storia si ripete nella repressione e nella violenza contro i popoli e i “sovversivi” che non si piegano, è anche vero che si ripete nelle lotte armate, nel dissenso non pacifico, nella disobbedienza e nel fare rete dal basso, nel sottobosco, quello di cui certa gente sporca nell’anima ha paura e vorrebbe seppellirlo, perché senza il controllo sulle persone non sono più nulla.
Ecco, quella parte di storia che si ripete mi da la speranza di pensare che, se ci sarà una normalizzazione di grande dolore, conflitto, violenza e oppressione sulla popolazione, e ce ne sarà tanto perché è già evidente, ce ne sarà anche per chi ci vorrebbe come canarini in gabbia da impallinare quando troppo canterini.
Spero che le persone che sono nel limbo dello smarrimento, sia mediatico sia sociale, trovino la concentrazione per capire quanto tutto ciò sia pericoloso, che riguarda tuttə, anche chi pensa che rimanere dentro le borghesi linee del quadrato sia sicuro, finché non farà un passo falso. E che si capisca quanto sia necessario smetterla di credere alle narrazioni borghesi e vigliacche del “buoni e cattivi” quando si manifesta il dissenso, e cominciare a stare “dalla parte del torto”.
Capire non solo quanto sia importante uscire dai meccanismi capitalisti, che racchiudono un enorme ventaglio di pratiche, ma anche essere più unitə, soprattutto dal basso, perché se le persone non si fanno offuscare la mente dalla visione limitata al proprio orticello, sarà possibile contrastare la più pericolosa escalation repressiva che probabilmente l’umanità abbia mai visto.
La rabbia sociale ve la farà pagare!
(a meno che la Terra ci faccia prima il favore di eliminarci definitivamente, visto come l’abbiamo trattata fin’ora, e non sarebbe affatto male)

Murales a Torino
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