6 febbraio 2025
La mia compagna di vita è una dobermann. Ha già oltrepassato da un po’ gli undici anni ed è con me da quando aveva poco più di 60 giorni.
Sembrano pochi ma sono tanti. Quante cose abbiamo fatto insieme e quanti cambiamenti abbiamo vissuto insieme. Lavora con me tutti i giorni, quindi è una convivenza quasi h24. Ha visto me cambiare e viceversa. Siamo entrambe un po’ acciaccate, ma ovviamente lei di più, anche perché facciamo una vita lavorativa molto “rustica”. Freddo, caldo, intemperie varie, tante giornate molto lunghe. I suoi peletti bianchi e il suo invecchiare da un lato mi mettono tristezza, dall’altro mi fanno stare serena, sapendo che com’è giusto che sia (secondo la mia visione) se ne andrà via prima di me. Nonostantea la sofferenza che la dipartita di un animale arreca, il pensiero che possa restare senza di me mi farebbe stare peggio.
Tra i tanti soprannomi simpatici e strani che le ho dato, ce n’è uno che non figura in quelli da me spesso vocalizzati o comunque conosciuti.
“Il mio impedimento migliore”.
Questo soprannome ha una lunga storia e forse un giorno la scriverò.
I suoi peletti bianchi e i suoi problemi dovuti alla vecchiaia e al tempo mi fanno tenerezza, perché so che nonostante sia molto vivace e non si tiri mai indietro dal giocare o fare la scema, gli anni li sente. Il suo corpo è cambiato, patisce alcuni problemi e non so cosa ci aspetterà nei prossimi tempi. Ma lei sicuramente è una delle cose positive della mia che mi ha spinta ad andare avanti ed è le poche che ancora oggi, mi fa sorridere anche quando sono giù o arrabbiata, semplicemente giocandoci insieme o guardando i suoi buffi modi di giocare coi cani. Alcuni aneddoti con lei rimarranno storici. Era presente in tantissimi momenti salienti della mia vita e ha conosciuto anche alcuni uomini che ho amato, ma li ha dimenticati molto in fretta a differenza mia. Peccato non avere la sua stessa capacità.
Il suo nome in fondo rappresenta un po’ la protagonista di quel film che scelsi come suo nome. Una protagonista dall’aspetto e dai modi che possono risultare temibili, ma molto fragile e tenera e con un rapporto particolare e contrastante con gli altri. Anche lei ogni giorno è una piccola guerriera, già solo per le giornate intense che dobbiamo sopportare (incluso sopportare me e i miei sbalzi d’umore). Se ripenso a com’ero 11 anni fa, non ci giurerei di essere la persona che sono oggi.
Siamo cresciute insieme, forse nella fase più importante della mia vita, nonostante pensavo ce ne fossero state di più importanti.
Certe storie, anche se destinate a finire per questioni naturali, non finiranno mai per tutti i significati che si portano dietro.
** al momento del trasloco di questo post la mia Nikituzza ha quasi 13 anni e non sta benissimo 🙁

Foto scattata dalla sottoscritta